Il Ministero delle infrastrutture e trasporti con la lettera circolare del 13/10/2016 fa riferimento ad un adeguamento per le norme contenute negli emendamenti Manila 2010 che, nei fatti, anche con l’istituzione dell’obbligo dei corsi 7.01 e 7.02 non avverrebbe in quanto presupposto fondamentale per la frequentazione del corso 7.01 e 7.02 è l’aver frequentato il corso 7.03 o 7.04.
L’istruzione dell’ IMO-STCW 2010 fa riferimento ad un sistema di formazione per i marittimi che non è speculare al nostro attuale sistema scolastico.
I requisiti fondamentali per accedere alla candidatura di UFFICIALE DI NAVIGAZIONE (7.03) sono la maggiore età e l’aver completato un ciclo di studi obbligatori per legge , che nello specifico si riferisce alle scuole dell’obbligo e alla frequentazione di una accademia del mare o un centro di formazione marittimi così come avviene negli Stati a matrice anglosassone.
Per quanto sopra scritto a ragione si ritiene che si deve riformare in toto il sistema scolastico al fine di rispettare almeno quello standard minimo di formazione/istruzione previsto dalla STCW 2010.
La domanda che ci si deve porre è come potrebbe un comandante e un direttore con la sola frequentazione di un corso di formazione a livello direttivo ignorare quanto detta la STCW 2010, esattamente come previsto dai corsi 7.01 e 7.02 ed adeguarsi ai corsi STCW 2010 7.03 e 7.04 – Così facendo sarebbe come applicare la retroattività di una norma, la qual cosa non rientrerebbe nei giusti canoni della giurisprudenza internazionale.
Una proposta coerente all’elaborato sopra esposto potrebbe addivenire organizzando un tavolo di lavoro di addetti alla materia quali MIT, MIUR, parti sociali, organizzazioni di categoria e formatori. Nel frattempo promuovere la sospensione dell’obbligo della frequentazione del corso direttivo per primi ufficiali, direttori e comandanti che hanno ottenuto la abilitazione prima del 2014 , in subordine prima della riforma scolastica detta Gelmini.
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Ad maiora…!