mi rivolgo a lei non in quanto rappresentante dell’associazione che presiede, ma in quanto persona. Ho letto il suo ultimo comunicato, e, prima di essere additato di incompetenza, mi qualifico: Diplomato all’Istituto Tecnico Nautico di Torre del Greco nel 1976 (a 18 anni, perché oltre che un lavoratore sono stato anche uno studente precoce), abilitato Aspirante Capitano di Lungo corso presso la Direzione Marittima di Cagliari nel 1978 (prima dei 21 anni previsti in Italia, per cui ho dovuto lavorare da Ufficiale su bandiere panamensi e liberiane della Exxon, ed erano U.L.C.C. , lei saprà cosa sono), qualificato Capitano di Lungo Corso presso la Direzione Marittima di Napoli nel 1981 ( ed anche in questo caso prima dei 24 anni previsti). Ho preso il primo Comando a 36 anni nel 1994 su un traghetto Ro-Ro passeggeri di stazza lorda superiore alle 10.000 tonnellate.
A questo punto la stupirò dicendole che sono anche Dirigente Nazionale della FILT-CGIL, e pertanto faccio parte di una di quelle delegazioni che lei accusa con tanta sicumera di impreparazione quando cercano di contrastare i provvedimenti governativi, imposti e non concordati: i ministeri infatti qualche volta fanno finta di ascoltare le nostre proposte, ma poi le decisioni le prendono loro e vengono applicate a prescindere dal nostro parere.
Nel corso dei suoi sproloqui, lei sostiene che i sindacati non sanno di che cosa parlano quando hanno a che fare col mondo dei marittimi: le mie credenziali penso possano smentirla; e, mi creda, ci sono decine se non centinaia di colleghi iscritti che partecipano attivamente alla vita sindacale conoscendo perfettamente la materia: le politiche del sindacato non nascono da punti di vista individuali ma dal costante confronto fra tutti i suoi membri.
Lei si chiede dove fossimo nel 2003 al momento “dello stravolgimento del nostro sistema didattico” che modificò le peculiarità dei nostri Istituti Nautici.
Io e la mia Organizzazione possiamo risponderle che eravamo, allora come oggi, a fianco di tutti i lavoratori a supporto delle loro lotte.
Lei dov’era? Non si trovava forse in una di quelle associazioni di categoria che guardavano solo al proprio orticello, dimenticando che su ogni nave oltre ai Comandanti e ai Direttori ci sono tanti altri lavoratori con diritti ed aspettative di pari dignità rispetto alle loro? Anche io per un brevissimo periodo, vista la mia qualifica professionale, ho fatto parte di una di quelle associazioni, rimanendo però sempre iscritto alla CGIL, alla quale appartengo dal 1978. In quel breve lasso di tempo ho potuto capire la differenza fra associazione e Sindacato: l’associazione è un mondo ristretto, che non sa guardare oltre i propri interessi; il Sindacato è una grande famiglia dove non si fa distinzione fra le qualifiche professionali degli iscritti.
Sempre domandandomi dove fosse lei allora, per caso non faceva mica parte delle famose accademie e centri di formazione nati per sopperire all’impoverimento degli Istituti Nautici? Se così fosse, sarebbe alquanto contraddittorio che lei adesso ci rivolga delle critiche, quando a suo tempo all’interno di quegli istituti ne ha beneficiato.
Nei suoi prossimi proclami, invece di usare solo slogan, sarebbe meglio che lei chiarisse quali sono le specifiche colpe dei Sindacati, visto che da una persona come lei ci si aspetterebbe un minimo di comprensione del ruolo che il Sindacato può avere nell’emanazione delle norme di legge.
Una persona come lei sa certamente la differenza tra IMO e ILO, e deve anche capire che il Sindacato ha potuto far ascoltare la propria voce solo all’interno della ILO, ove ha combattuto per ottenere un innegabile miglioramento delle condizioni di vita sulle navi. Lei ha mai fatto qualcosa per contrastare le disparità di trattamento nell’equipaggio presente a bordo? Si è mai opposto ai voleri degli Armatori quando questi andavano contro i diritti degli equipaggi? Questo lo fa il Sindacato, in tutte le circostanze in cui è necessario e con tutti i mezzi che ha a disposizione.
Voi non avete mai messo la vostra forza contrattuale a disposizione degli altri marittimi; solo ora provate a dire qualcosa perché la situazione è critica per tutti quanti.
Pertanto le chiederei, prima di esprimersi ancora contro il Sindacato a cui sono orgoglioso di appartenere, di fare un esame di coscienza guardando anche al passato, ed eventualmente di argomentare con riferimenti concreti le accuse che ci rivolge.
Mi auguro di veder pubblicato sul sito della sua associazione queesto mio intervento e, se per caso mi sono sbagliato attribuendole cariche o incarichi che lei non ha mai ricoperto, mi smentisca ed avrà le mie scuse.
Come mia abitudine mi firmo senza titoli o onorificenze ma semplicemente come un lavoratore.
Agostino SALZA.
FILT-CGIL Livorno Via Giotto Ciardi 8 57121 Livorno
RISPOSTA del presidente COSMAR
Caro Sig. Salza,
intanto le faccio notare la incongruenza, tipica del sindacalista, laddove all’inizio della sua lettera scrive che si rivolge alla mia persona per poi finire sperando di vedere pubblicato il suo comunicato sul sito COSMAR. A questo punto non si capisce bene se si rivolge a Giorgo Blandina o al presidente COSMAR.. boh !
Per quanto mi riguarda le risparmio il mio trascorso professionale in ambito marittimo con relativi titoli perché penso non sia così importante a differenza di lei che ci racconta la rava e la fava per concludere che si firma come un semplice lavoratore, poi magari ci spiega a che tipo di lavoro si riferisce, immagino a quello di sindacalista.
Io sono stato per quattro anni (2007 – 2011) presidente del Collegio Nazionale Capitani L.C. & M. cercando in tutti i modi di allargare quell’orticello di cui lei scrive, ci sono riuscito solo in parte, ma non come avrei dovuto e voluto, da qui le mie libere dimissioni nel momento in cui mi era chiaro che stavo combattendo contro i mulini a vento perchè il CD era formato da vecchi incompetenti incollati alle poltrone che non volevano lasciare spazio ai quarantenni a cui mi appoggiavo, al fine di poter veramente dare parola a tutta la marineria. Il tempo mi ha dato ragione ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento di quel progetto e la restaurazione dell’orticello con tanto di presa per il culo agli iscritti che pagano la assicurazione della abilitazione professionale ben tre volte il premio (i sindacati tacciono). Quindi lei è male informato ed è male informato anche quando scrive: “Sempre domandandomi dove fosse lei allora, per caso non faceva mica parte delle famose accademie e centri di formazione nati per sopperire all’impoverimento degli Istituti Nautici? Se così fosse, sarebbe alquanto contraddittorio che lei adesso ci rivolga delle critiche, quando a suo tempo all’interno di quegli istituti ne ha beneficiato.” Io, Sig. Salza non ho mai fatto parte di accademie e centri di formazione per cui mi aspetto le scuse che ha promesso.
Le faccio molto cortesemente notare che lei, tra le altre inesattezze, scrive che una persona come me deve sapere la differenza tra IMO e ILO, forse lei voleva dire tra STCW e ILO ? La informo che l’IMO è una agenzia ONU che al suo interno si occupa di tutto quanto inerente lo shipping con riferimento alla formazione STCW, sicurezza SOLAS, prevenzione inquinamento MARPOL, ILO che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne, i suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro, ecc. – A proposito ricordo a lei ed ai suoi colleghi sindacalisti quanto poco state facendo per far rispettare quanto stabilisce la convenzione ILO-MLC 2006, prova ne è il fatto dei nostri continui interventi per mezzo dei nostri legali per far ottenere ai nostri iscritti quanto è di loro diritto. Iscritti che la informo versano nelle casse COSMAR 30 euro all’anno e per coloro i quali non hanno possibilità economiche per far fronte a questo impegno, l’iscrizione è gratuita. Le rendo anche noto che noi siamo tutti volontari e ci paghiamo le spese di vitto e alloggio quando andiamo al MIT, altro che mozzarelle di bufala e abbbuffamenti nei migliori ristoranti d’Italia, ovviamente ogni riferimento a fatti e persone è puramente causale… Noi le nostre assemble le facciamo dove capita e sopratutto dove non paghiamo, alcuni sindacalisti le fanno in crociera tra i fiordi norvegesi…
Io nel 2013 ero a casa mia da tranquillo pensionato impegnato solo come consulente e perito del tribunale di Genova, mentre lei e il sindacalista cuoco della UIL – Trasporti sedavate al tavolo di lavoro al MIT non avvedendovi cosa vi era scritto nel decreto dirigenziale datato 4 dicembre 2013 numero 1365.
COSMAR ha solo dieci mesi di attività, è un libero comitato che ha la presunzione di ridare dignità professionale ai marittimi italiani, quella stessa dignità che voi maggiori sindacati e organizzazioni di categoria come quella sopra menzionata avete calpestato nei peggiori di modi. Guardi solo come ci avete ridotto con il Registro Internazionale.
Se quanto scritto ancora non le dovesse bastare, me lo faccia sapere che le racconto il proseguo di questa penosa storia che vi ha visto protagonisti nostro malgrado.
Giorgio Blandina
